Novena - Oremus

Il cardinale Dominique Mathieu, della diocesi iraniana di Teheran-Ispahan, ha inviato un messaggio pasquale alla sua diocesi, poiché attualmente si trova a Roma: «Mi trovo lontano da voi, gregge a me affidato, separato dagli eventi della guerra, in attesa di ricongiungermi con voi. Eppure, nella Notte Santa, ho celebrato la Veglia Pasquale portandovi tutti nel mio cuore: lontano dal mio gregge, ma proprio per questo, in modo misterioso, vicino a ciascuno di voi. Mi sono ritrovato a celebrare, per così dire, sotto la cupola della Basilica di San Pietro, come segno della Chiesa universale, in comunione visibile con il Successore di Pietro e con l’intera Chiesa cattolica. Vicino al Pastore della Chiesa, eppure lontano dal gregge che il Signore mi ha affidato. Ma proprio questa condizione mi è data affinché io impari a vivere la distanza non come una separazione insormontabile, ma come un ponte che ci avvicina in Cristo. Nella comunione dei santi e nella grazia dei sacramenti, specialmente nell’Eucaristia, siamo veramente uniti, anche quando non possiamo esserlo visibilmente. Ciò che agli occhi appare come distanza diventa comunione nella fede.”

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La Pasqua dell’Arcivescovo di Teheran: “mentre sono lontano da voi, so che in Cristo siamo realmente uniti”

del Cardinale Dominique Joseph Mathieu OfmConv* Roma (Agenzia Fides) - Voglio condividere con voi la mia esperienza pasquale di quest’anno, segnata dalla percezione della relatività della distanza, tra vicinanza e lontananza. Mi trovo lontano da voi, gregge a me affidato, separato dagli eventi della guerra, in attesa di potervi ritrovare. Eppure, nella notte santa, ho celebrato la Veglia Pasquale portandovi tutti nel cuore: lontano dal mio gregge, ma proprio per questo, in modo misterioso, vicino a ciascuno di voi. Mi sono ritrovato a celebrare, per così dire, sotto la cupola della Basilica di San Pietro, nel segno della Chiesa universale, in comunione visibile con il Successore di Pietro e con tutta la cattolicità. Vicino al Pastore della Chiesa, e tuttavia lontano dal gregge che il Signore mi ha affidato. Ma proprio questa condizione mi è data perché io impari a vivere la lontananza non come una separazione invalicabile, bensì come un ponte che rende vicino in Cristo. Nella comunione …

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